Panorama 1
Sac. Ildebrando Antonio Santangelo

Ildebrando Antonino Santangelo - La Vita

Padre Antonino Santangelo, nasce ad Adrano, il 30 luglio 1913, da una famiglia di agricoltori onesti, laboriosi e profondamente cristiani.

Ricevuti i sacramenti dell’iniziazione cristiana, e completate le scuole elementari, manifesta il desiderio di seguire Gesù nel sacerdozio.

La sua domanda di ammissione al Seminario Arcivescovile di Catania, viene favorevolmente accolta e gliene viene data personale comunicazione dell’Arcivescovo del tempo Mons. Emilio Ferraris.

In Seminario, Antonino si distingue per le sue grandi doti umane e cristiane, e per il grande impegno nello studio, manifestando sempre tanto amore verso Dio, i Superiori ed i compagni della Divina Provvidenza gli ha assegnato.

Ultimati gli studi di Filosofia e Teologia, l’11 settembre 1937 viene ordinato “Sacerdote in eterno”.

L’ubbidienza lo chiama a lavorare come vicario in diverse parrocchie ed inizia così un’intensa, fruttuosa attività apostolica, organizzando missioni popolari con proiezioni, conversazioni religiose, tavole rotonde ed altre attività apostoliche non solo in Adrano, ma anche nell’entroterra etneo, nell’ennese, nel siracusano e nel messinese.

Scoppiata la guerra, Padre Santangelo viene inviato come cappellano militare in Albania, dove, con grande fede e spirito di sacrificio, svolge il suo compito assistendo moralmente e spiritualmente i giovani militari: cura i feriti, amministra i sacramenti, conforta quanti si accingono a varcare la soglia dell’eternità.

Finita la guerra riprende il suo apostolato a pieno ritmo con la luce della Parola di Dio, con la grazia dei sacramenti e con la serenità ed il sorriso dei suoi occhi e del suo volto.

Il 1° gennaio 1953 è nominato parroco a San Pietro in Adrano. La sua Chiesa diventa meta di giovani e adulti, che educa con incontri biblici, e con i quali fonda il “Movimento dell’Unità”.

Risale a questo periodo la pubblicazione dei dure volumi “L’ideale dell’Unità” che, a Padre Antonio, vengono richiesti dalla Commissione conciliare preparatoria del decreto sull’apostolato dei laici “Apostolicam actuositaten”.

Padre Santangelo fa tutto in piena sintonia con suo Arcivescovo: corsi, esercizi spirituali per religiosi e laici, incontri di evangelizzazione.

L’Arcivescovo di Siracusa gli concede in uso il vecchio e cadente monastero di Santa Maria dell’Adonai a Brucoli, frazione di Augusta, che il buon sacerdote, sempre animato da grande ed instancabile zelo apostolico, rimette in piede e dove tiene altri corsi di esercizi spirituali, soprattutto nei mesi estivi.

Con la sua parola dolce ed incisiva, e più ancora con l’esempio della sua vita evangelizza tutti, e molti “lontani” si riavvicinano al Signore.

Vero sacerdote di Cristo serve la Chiesa con la testimonianza della vita, scopre e guida moltissime vocazioni sia per la vita consacrata che per quella sacerdotale.

Fonda “Comunità Editrice”, con la quale pubblica decine di volumi di carattere ascetico, apologetico, pastorale, per evangelizzare tutti, Fa della sua penna un efficacissimo strumento di apostolato. Non perde occasione di dare una buona parola, scritta o a voce. Vive costantemente animato dallo spirito di preghiera e di unione con Dio. Spirito che, di conseguenza, lo porta ad avere un continuo e costante zelo apostolico per la salvezza delle anime.

Col ricavato del suo lavoro editoriale, fonda e sovvenziona numerose opere caritative e sanitarie in tanti Paesi del Terzo Mondo: è pure così, un vero apostolo e missionario. Non sta mai in ozio. Preghiera e lavoro apostolico sono due punti cardini della sua giornata. Tanta attività, ovviamente, non poteva non logorare la già debole fibra di un uomo provato anche dalla guerra. E così dopo immani sofferenze, l’8 dicembre 1992, proprio mentre sotto il balcone della stanza dove Padre Santangelo si trova a letto, sofferente ma sempre sereno, transita in processione e sosta il venerato simulacro della Vergine Immacolata, la sorella gli dice: “C’e la Madonna”. Egli sorride e, tenendo lo sguardo fisso verso la porta, rende l’Anima al suo Signore che aveva fedelmente servito per tutti i suoi 79 anni di vita.

L’Immacolata è venuta, si è fermata e l’ha preso con sé per accompagnarlo all’altra riva.

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